Federalismo olistico

Nord beffato dal federalismo “olistico”: così titola l’editoriale di ieri il quotidiano “La Provincia di Varese”, allarmato dal modo in cui Tremonti ha presentato in Senato i risvolti economici della legge delega sul federalismo. Merita riportare per intero almeno il passo iniziale (v. anche l’intero documento ).

“Le variabili che devono essere conteggiate per formulare il calcolo sono un numero elevatissimo e cercherò di rappresentarle. Non sono stilizzabili in termini meccanici come nei sistemi semplici, compongono – mi sono informato per dare una risposta scientifica – un sistema olistico come il corpo umano, interagiscono tra di loro essendo interdipendenti e coniugate”.  Straordinario e geniale! Ma quei lombardi che non credono più alle favole iniziano a temere la beffa!

La parabola di Tremonti

I giornali hanno riportato che Tremonti, parlando ai giovani industriali a Capri, ha ribadito una cosa che sembra ovvia: «la finanza non è un fine ma un mezzo, la finanza trasferisce ma non produce ricchezza» tremonti ai giovani

In realtà Tremonti come mostra il video ha invitato i giovani industriali a riflettere in profondità partendo dalla ragioneria come vera e propria parabola che illustra la mutazione avvenuta nel capitalismo. Ecco un passaggio essenziale: “Questa tendenza parossistica e istantanea dal conto patrimoniale al conto economico riflette una profonda mutazione intervenuta nel capitalismo, all’origine nel vecchio mondo contava in partita doppia il conto patrimoniale ma anche il conto economico, contava il meccanicismo e l’automatismo dei valori espressi giorno per giorno dalla borsa ma contavano anche altre valutazioni che avevano un carattere fiduciario, organico, personale , non 100 anni fa, ma 10 anni fa contava il conto economico ma contava nell’economia conoscitiva e gnoseologica del bilancio anche una serie di categorie diverse, il prudente apprezzamento degli amministratori (…) Continue reading

“Silete, economisti”

Divertente questa intervista di Tremonti piena di sarcasmo contro l’intera categoria degli economisti e contro la “tecnofinanza che ora si sta autodistruggendo attraverso la meccanica geometrica dei computer…”        intervista al foglio

Per lui “non è una sfida accademica, è una partita culturale, e alla fine una partita politica”. E’ una critica che investe l’ambiente artificiale costruito attraverso i modi e i tempi della globalizzazione, la finanza senza regole, i nuovi principi contabili IAS e  Basilea 2 che ampliano il rischio dando un’illusione di sicurezza… “… la meccanica di una ricchezza che cresceva in forma geometrica e progressiva basandosi sul debito, creava l’illusione che tutto fosse insieme perfetto e prevedibile, stilizzabile in modelli matematici millimetrici e infallibili. E’ in questo ambiente artificiale che l’economia è stata presa da una specie di ubris – parola che certi economisti tenderebbero a credere inglese e invece è greca – e si è illusa in ordine a una sua nuova natura”.