On organizing: un’intervista a James March

In questa intervista, disponibile in open access,  James March  , credo il più grande teorico vivente dell’organizzazione, offre una pluralità di spunti per la scienza e il design dell’organizzazione, oltre che per il metodo di ricerca nelle scienze sociali. In un mondo “incontrollabile”, dove domina l’incertezza, l’atteggiamento corretto è di “ottimismo senza speranza”, dove si combina l’impegno nell’agire con una dose di scetticismo sui risultati dell’azione. Nel design dell’organizzazione, e in generale nella vita organizzativa, i decisori, i  leader,  possono e devono agire con fermezza, come se la propria azione fosse decisiva, ma senza grande sicurezza di ottenere l’esito desiderato. Questo ha delle conseguenze sulla teoria della performance; molte ricerche pretendono di definire i fattori da cui consegue la migliore performance di un’organizzazione; questo è poco fondato e realistico, molto di più si può dire sulle conseguenze di una performance (buona o cattiva che sia), perchè  la performance funziona meglio come variabile indipendente che come variabile dipendente. E’ un testo che merita leggere perché fa molto riflettere e smonta tanti luoghi comuni del management.

 

 

 

L’internazionalizzazione degli studi di organizzazione

Si è tenuto all’Università di Udine il  convegno annuale dei docenti e ricercatori di organizzazione aziendale WOA2014 sul tema Organizing for growth: theories and practices. Ho introdotto la sessione plenaria di apertura sul tema  della  International  r esearch  in  Organisation  Studies presentando una serie di dati sulla performance recente della nostra disciplina nella valutazione della qualità della ricerca (VQR curata dall’ANVUR) e nei PRIN ; international-research-in-organisation .  Anna  Comacchio ha analizzato la produzione dei docenti italiani di organizzazione nelle riviste scientifiche internazionali rilevando la crescita nel tempo e anche la diffusione di questi articoli su un ampio ventaglio di riviste scientifiche che trattano temi svariati, dal turismo, alla formazione, alla sanità e molto altro. Giuseppe Delmestri invece ha rilevato come nel contesto austro-tedesco si sia sviluppata una forte corrente critica verso i ranking formali e un orientamento a gestire le carriere valorizzando la reputazione acquisita piuttosto che i computi di ordine bibliometrico. Sono spunti che meritano di essere ripresi  in un più ampio dibattito.

Giuseppe   Delmestri.

Journal of Organizational Design

Journal of organizational design è una rivista elettronica ad open access promossa da Organizational Design Community, una comunità internazionale di studiosi manager e istituzioni  dedicati a sviluppare la teoria e la pratica della progettazione organizzativa. E’ un brillante esempio di nuove formule per diffondere i risultati della ricerca di frontiera su temi di grande rilevanza per le professioni manageriali e per l’intera società.

L’organizzazione come “scienza principale”

Domenico DeMasi su    la7 discute con Rampini e Gruber della sciagura della nave da crociera metttendo in evidenza la disorganizzazione ma coglie l’occasione anche per proporre la scienza dell’organizzazione come “scienza principale” del XX e XXI secolo, troppo sottovalutata e inascolatata soprattutto in Italia: dobbiamo recuperare l’importanza dell’organizzazione, uscire dall’idea che il bene e il male dipendano da un protagonista che da una parte è un eroe e dall’altra è un demone.. dietro di loro c’è una intera organizzazione.. dobbiamo recuperare l’importanza dell’organizzazione collettiva senza affidarci ogni volta a un salvatore …

Sviluppo & Organizzazione

E’ uscito il n. 236 di SVILUPPO &ORGANIZZAZIONE di cui sono ora direttore responsabile. La rivista ha accompagnato puntualmente l’evoluzione della cultura e della  pratica di management  nell’arco degli ultimi  40 anni  ;  un periodo intenso di cambiamenti sul quale rifletteremo il prossimo 30 marzo a Milano festeggiando questo importante anniversario.