Il questionario francese

In Francia si discute molto sul questionario inoltrato ai lavoratori di France Telecom tramite una società di consulenza dopo l’ondata di suicidi di dipendenti di questa azienda: le-questionnaire-sur-les-conditions-de-travail-a-france-telecom  Sembra una tipica risposta tecnocratica, però quantomeno è un segno di vita da parte dell’azienda ….

Il malessere del lavoro

Il dibattito di questi giorni su “posto fisso” vs. “flessibilità” (  agenda-fuori-tempo )   è sintomo di un malessere profondo che investe il lavoro.  Intanto in Francia la questione esplode in termini ancora più drammatici, come evidenziano gli articoli di   bernard levy e di  barbara spinelli sulla catena di suicidi a France Telecom. E’ il lato più oscuro e terribile di quella quarta cultura di riemergente anomia ed estraneità che ho cercato in precedenti occasioni di descrivere.

I lavoratori tedeschi secondo Gallup

Un’ampia maggioranza dei lavoratori tedeschi non è impegnata nel suo lavoro. Questo ci dice un recente sondaggio Gallup Employee-Disengagement-Plagues-Germany 

Il tasso dei lavoratori attivamente disimpegnati è arrivato al 20% : altri dati e commenti  La causa principale sembra risiedere nella carenza di leadership: “My boss is really good professionally . . . but leading employees is absolutely not his cup of tea,” risponde argutamente uno degli intervistati. Il tipico approccio tedesco al management poggia infatti sulla seniority più che sul merito….  i dati comunque alla fine non sono così diversi da quelli degli stati uniti e dei paesi europei, Italia compresa…

La quarta cultura

 

Nel numero di Hamlet in uscita ho scritto: “Le tre culture che per ora dominano la teoria e la pratica dell’organizzazione sono quelle che enfatizzano i simboli della gerarchia, del mercato e delle relazioni sociali: tutte e tre guardano le cose dall’alto, o, al massimo, dai lati, mai comunque “dal basso”. Non ci si può quindi stupire se quando si dà voce a chi sta alla base emerge qualcosa di dissonante: una sorta di quarta cultura, che però non è un vera alternativa alle tre “ufficiali”. Si tratta forse di una non-cultura che assomiglia all’anomia cara ai sociologi classici. (…) Dove troviamo le tracce di questa situazione? In molti luoghi. Per esempio nella fortuna dei libri negativi sul lavoro e sui capi. O in quella di molti blog che si stanno diffondendo nella rete. O anche nei sondaggi Gallup che evidenziano la presenza di un buon 20% di lavoratori “attivamente disimpegnati” …”.

La cronaca di questi giorni ci offre un esempio riferito al personale di polizia:

 il blog dei cattivi poliziotti , acab  

    Qui la quarta cultura riempie un vuoto di espressione e di comunicazione: la prima, quella gerarchica e delle regole, e la seconda, quella delle relazioni sociali, sono improntate a criteri troppo astratti che non bastano a orientare i comportamenti nelle situazioni critiche; la terza, quella del mercato e del confronto esterno non è sviluppata in un contesto di servizi in monopolio; dal fallimento delle prime 3 culture emerge così la quarta cultura, sommersa e negativa, quasi nichilista. Ma tutto ciò sottende un grande problema organizzativo e di management, che per ora non si affronta. E che non riguarda solo lo stato.