Perché l’incentivo non fa presa?

Le sperimentazioni sulla valutazione degli apprendimenti degli studenti nelle scuole stanno fallendo per l’opposizione degli insegnanti nonostante gli incentivi economici:  pecunia-olet-  Gli stessi sperimentatori sembrano entrati in fase riflessiva.  Ma queste difficoltà non sono di oggi come da anni mi capita di segnalare anche in questo sito. E come si può pensare di diffondere strumenti meritocratici nella base delle istituzioni sociali quando tutti ormai vedono che ai “piani alti” viene premiato il vizio e umiliati il sapere e  la virtù?

Paradossale ma non troppo

3 ricercatori italiani hanno vinto il premio IG Nobel, una parodia del celebrato premio, destinato a ricerche “improbabili” o curiose, dimostrando rigorosamente la validità del   noto   principio di peter  : l’articolo pubblicato sulla rivista scientifica physica  evidenzia come sia preferibile (per l’efficienza delle organizzazioni) promuovere le persone a incarichi superiori per estrazione a sorte piuttosto che per “competenza” (nelle mansioni precedenti). Un risultato sul quale non c’è poi tanto da scherzare …

Ci sarà una ragione?

Carlo Dell’Aringa nell’articolo  cura-forte-ripartire-inizio  tira le somme di 15 anni di esperienze nel campo delle retribuzioni pubbliche: “Il difetto della nostra pubblica amministrazione è questo: gli aumenti si danno a tutti, a chi li merita e a chi no, a chi ha motivo per averli e a chi non lo ha. E non c’è verso di ottenere il contrario, per quanto si continui a scrivere in modo ossessivo – in tutte le riforme e in tutti gli accordi sindacali – che i premi vanno dati solo ai meritevoli”   Questo spiega la necessità di tagli generalizzati come è avvenuto nel 1992 e ritorna ora. Varrà la pena di insistere sulla pay for performance?