Ironia sui fondamental-liberisti

Il Foglio ironizza sulle gaffes degli economisti fondamental-liberisti. Oltre al folclore c’è qualche spunto interessante sul fatto che “non bastano gli schemini per intepretare la realtà” e  sul ruolo della cultura umanistica nei periodi di crisi: ” la riflessione sui limiti dei banchieri che sono passati da una forte cultura umanistica, che consentiva di considerare le cose del mondo con respiro storico, a una tutta centrata sugli algoritmi mi pare convincente. Vi sono tanti ottimi operatori e studiosi economici in Italia e nel mondo. Che, spesso, però hanno una funzione da idraulici, far funzionare bene i flussi quando sono attivi. Su questa loro funzione sono in grado di dare lezione a tutti. Però quando c’è da costruire o ricostruire un sistema, quella cultura appare parziale. E diventa urgente trovare qualche architetto per ricostruire. Dotato anche di una fondamentale cultura umanistica” : fondo e fondi

Contro corrente

Edoardo Camurri sul Foglio (articolo del 30 agosto) esprime in merito agli interventi sulla scuola 2 concetti discutibili ma che almeno si sforzano di uscire dagli stereotipi e manifestano una visione dinamica delle cose:

“Tutto questo revival dei voti, dei numeri, della valutazione, come sempre premierà la mediocrità e soffocherà l’eccellenza”

“I voti in cifre e in cinque in condotta hanno prodotto, per reazione, il Sessantotto. Vogliamo davvero ripetere tutto quanto?”

Scuole e latrine

Edoardo Camurri sul Foglio (30 agosto) ricorda una frase di Giovanni Papini che dissacra il mito della scuola di una volta, caro ai restauratori dell’ordine infranto. Quanto meno ciò suona più autentico di tante prediche retoriche.

“L’unico testo di sincerità nelle scuole è la parete delle latrine”

Giovanni Papini, Chiudiamo le scuole, 1914