Virus nichilista e merito

 Nelle riflessioni sull’economia e l’impresa del dopo crisi si segnalano gli interventi di esponenti del mondo cattolico sulla scia della recente enciclica. Per esempio quelli di Gotti-Tedeschi virus-nichilista-che-contagia-capitalismo e Bazoli: bazoli-merito-deve-unire  . Quest’ultimo afferma “Nella valutazione della professionalità dei manager e dell'” eccellenza” delle aziende sembra evidente che dovrebbe trovare maggior peso la capacità di “farsi carico” – secondo un’esigenza esplicitamente richiamata anche dall’ultima enciclica – degli interessi “di tutte le categorie di soggetti che contribuiscono alla vita dell’impresa” e, in ultima istanza, dell’intera “comunità di riferimento”. E così pure, per quanto riguarda la concorrenza, non si può fare a meno di osservare come la concezione genuina di un pluralismo di operatori – utile, anzi indispensabile, al fine di migliorare la qualità dei servizi e dei prodotti offerti al mercato – sia oggi sopraffatta dalla prassi di una competizione volta all’eliminazione dei concorrenti, a malapena controllata dalla legge”.

Sono cose che si possono in gran parte condividere in una prospettiva laica, di una ricerca di significato nell’ambito di tutte le sfere di attività come fondamentale antidoto alla deriva del nichilismo.

La banalità del PIL

Gli articoli di fortis  e ruffolo il-capitalismo-che-verrà  e pil-una-medaglia-alla-memoria ampliano gli orizzonti di intelligenza dell’economia. Anche se la critica alla significatività del PIl è divenuto ormai un luogo comune, quasi una banalità, continua ad aver senso la ricerca di una comprensione più profonda e attenta a ciò che non è immediatamente quantificabile.

Commento a Drucker

Chi ha scritto questo commento a un libro di Peter Drucker?

a) Winston Churchill    b)  Karol Wojtyla     c ) Barack Obama

In his approach to totalitarianism Mr. Drucker brushes aside the familiar contention that it is the last refuge of Capitalism in desperation. It is not only Capitalism that is desperate. Marxian Socialism is in equally bad case. Our concern here is with Capitalism as a philosophy; Capitalism as a means of producing goods in constantly increasing volume at a constantly diminishing cost is by no means a failure. Where Capitalism has failed is in its exhibition of the Economic Man as a social ideal. In the heyday of industrialism it was argued that the competitive system gave a free and equal chance to everybody. Freedom and equality are the central ideas of European civilization, but people are now ceasing to believe that competition is a means to their attainment. Hence our present social bankruptcy. Continue reading

Tremonti e fra’ Luca

“Le patologie del capitalismo e il piano del presidente Obama”  è il titolo di un articolo di Giulio Tremonti scritto per Italianieuropei e anticipato  dal Corriere del 12 febbraio:  Patologie_del_Mercato C’è dentro un’analisi della crisi basata su 4 patologie. Interessante in particolare la quarta , secondo cui l’ultimo capitalismo si “è liberato dal vincolo della partita doppia”. Qui Tremonti rende omaggio a “un antico francescano, fra’ Luca Pacioli”. Così il capitalismo si sarebbe spostato solo sul conto economico, abbandonando la base del conto patrimoniale. Questo non è stato solo un passaggio contabile, è stato soprattutto un passaggio politico e morale”.  (…) E’ così che il capitalismo ha preso la forma istantanea del conto economico. E’ così che è venuto via via configurandosi un capitalismo di tipo nuovo, di tipo take away: estrai ricchezza dal contro patrimoniale, saccheggi i valori che ci sono dentro e li porti fuori”.