Burocrazia

 Le riforme della PA  basate sulla valutazione della performance devono ancora fare fino in fondo i conti con quanto Von Mises spiega nel suo libro del 1944:  bureaucracy

Si tratta di “the absence of an unquestionable yardstick of success and failure”: “We must put up with the fact that one cannot apply to a police department or to the office of a tax collector the well-tried methods of profit-seeking business”.

Il futuro oltre la crisi

Sul Sole 24 ore del 14 dicembre Giuliano Amato scrive su “Le cose da fare e il respiro (nazionale) che manca”. Il futuro dopo la crisi richiede di sciogliere tre nodi principali : “meno ostacoli burocratici alla nascita e alla vita delle imprese, investimenti in innovazione e ricerca, valorizzazione del capitale umano”. Tutto ciò sembra pacifico ma “il problema è che queste parole sono diventate giaculatorie che ci ripetiamo a destra, a sinistra e in ogni dove, mentre in concreto tutto facciamo fuorché realizzarle, evidentemente perché ci sono ostacoli più forti di noi”… secondo Amato per la politica fare queste cose significa pagare un prezzo che negli ultimi 15 anni nessuno ha voluto sostenere.

Un quiz su “Burocrazia e innovazione”

Leggete questo brano e provate a indovinare chi lo ha scritto e quando. 

“La burocrazia è ordine e continuità; così che molti dei suoi difetti sono necessari per definizione ed inclusi nella sua stessa essenza (…), ma ciò va studiato meglio in relazione alla trasformazione dello Stato odierno, ove si nota una crescente industrializzazione delle sfere autoritative amministrative, e il concetto vecchio di imperium, di diritto pubblico si tempera con elementi privatistici (…) in un ordinamento sociale tendente a progredire occorrono forme meno mandarinistiche, che sveglino i dormienti dal dolce far nulla, che li abituino ad un senso vigile di responsabilità, che li spingano a pensare ed interessarsi alla produttività del proprio lavoro.”

La risposta giusta Continue reading