L’origine banale dei problemi

Cambiano i governi, ma se si guardano gli interventi normativi dal punto di vista dell’intelligenza delle soluzioni la minestra è sempre la stessa. Con questo articolo luca ricolfi mette il dito sulla piaga a proposito delle riforme dell’istruzione che al di là del merito devono essere continuamente corrette per problemi di semplice buon senso: “sarò forse un ingenuo, ma a me certi errori “legislativi” paiono semplicente il frutto di fretta, superficialità e impreparazione tecnica”… Ricolfi vede però anche cause più profonde…

La banalità del cambiamento

IBM mette a disposizione i risultati dell’edizione 2008 del Global CEO study: gli oltre 1000 capi azienda di tutto il mondo intervistati dallo studio dicono che l’impresa del futuro fa del cambiamento la sua nuova routine. Per questo, di fronte a un ambiente sempre più volatile,occorre la guida di forti valori d’impresa: ceo_report

E’ interessante, ma anche un po’ ripetitivo, a noi italiani non può non venire in mente la filosofia del Gattopardo, che a suo modo accettava il cambiamento stando ben saldo nei propri valori.

Istruzione superiore e cambiamento

Il concetto che il cambiamento è continuo e incessante sta diventando la banalità di questo decennio. Questo almeno ci dice Guy Neave – un maestro degli studi internazionali di education – nel discorso tenuto nella sua festa di addio al Centre of Higher Education Policy Studies dell’Università di Twente: “la gabbia di vedetta e il banco dei rematori” :  neave . Un discorso che vale la pena di leggere.

Se un’ idea viene presa per buona da tutti senza un’ombra di dubbio diviene una banalità. E il compito degli studiosi liberi è di non prendere per buone le idee che nessuno discute.