La performance di università e ricerca

Si è tenuto venerdì 25 giugno per iniziativa dell’ANVUR un incontro denso di contenuti  su  la buona amministrazione nelle università  con la discussione delle linee guida sulla valutazione della performance nei settori dell’università e degli enti di ricerca.  E’ disponibile on line l’intera registrazione del dibattito, una maratona di 8 ore. Nel mio intervento (inizio: 7.20.55), ho sottolineato l’importanza di assumere un concetto integrato di performance delle strutture, superando la separazione tra componente docente e componente tecnico amministrativa.

Valutare l’Anvur contando le delibere?

Sorprende e  disarma la critica preconcetta accolta dal corriere   al titolo del nostro seminario sull’ANVUR come start up.  L’articolo si basa unicamente sulla visione di ROARS senza alcun contraddittorio e avalla idee strambe come quella di misurare la produttività di un’agenzia di valutazione contando le delibere e il loro costo unitario, o quella di considerare le pubblicazioni dei membri dell’Anvur come espressione di performance dell’Agenzia . Nel seminario ci si è confrontati criticamente e si è parlato di pubblica amministrazione con il direttore di Anvur, non si è discusso di metodi di valutazione ma di modelli organizzativi per strutture di nuova istituzione. Ho criticato spesso nel merito le scelte dell’Anvur, ma per la produttività non si può che restare ammirati, con poche risorse si è fatto moltissimo, probabilmente troppo!

 

L’ANVUR come start up

La testimonianza del dott. Roberto Torrini direttore generale dell’ anvur  ha consentito di considerare sotto una luce nuova le vicende dell’agenzia, mettendo in luce le problematiche organizzative dell’avvio di una nuova struttura dedicata all’innovazione che si è affermata nonostante i vincoli della burocrazia e le contraddizioni della politica.

Si possono discutere metodi e scelte specifiche ma non si può negare l’intensità del lavoro svolto dall’agenzia  con un eccezionale rapporto risorse/risultati rispetto a qualunque altra struttura della PA, grazie al grande apporto delle intelligenze diffuse nell’università italiana e all’impegno personale dei responsabili.

 

Ricerca e didattica: perché non valutarne l’interazione?

Il workshop dell’  anvur su TEACHING AND RESEARCH EVALUATION IN EUROPE si è concluso il pomeriggio del 5 dicembre con due interventi  di Didier Houssin (già presidente dell’Agenzia di valutazione francese) e di Giuliano Amato che hanno entrambi ravvisato l’esigenza che la valutazione dell’università abbracci anche le relazioni tra ricerca e didattica. Questo può sembrare ovvio, ma in realtà i tecnicismi hanno ormai così preso la mano che le valutazioni delle due attività core degli atenei scorrono ormai su binari paralleli, che non si incontrano mai. Amato ha individuato nell’innovazione la risorsa centrale per il futuro dell’Europa, richiamando l’importanza di una didattica che stimoli la creatività dei giovani; peccato che nel finale del suo intervento sia scaduto un po’ nel patetico riportando esempi tratti dalle esperienze di famiglia; quando si parla di università anche i migliori cervelli non resistono alla tentazione di proiettare limitate esperienze personali su scale più ampie …

La valutazione della ricerca: confronto Italia UK

Sono appena usciti i risultati della VQR 2004-2010, il grande esercizio di valutazione della ricerca italiana condotto dall’Anvur; contestualmente è disponibile online (sulla rivista internazionale Research Policy) il confronto critico dell’esperienza italiana con quella britannica (RAE e REF che costituiscono il principale riferimento in materia): Rebora & Turri:  Italian and UK research assessment exercises face to face

Nell’avviare la VQR l’Anvur si è dichiaratamente ispirata all’esperienza britannica; ma nel passaggio dalla precedente esperienza del CIVR-VTR (2001-2003) a quella nuova sono mancati da noi quell’ampio confronto, quella discussione anche accesa e quella lunga fase di preparazione che ha caratterizzato l’evoluzione dal RAE al REF (in avvio dal 2014). Ora che disponiamo dei risultati della valutazione sarà importante discuterli seriamente, al fine anche di migliorare i futuri esercizi, considerando gli effetti al livello micro oltre che macro ed aprendosi a quella prospettiva di sense – making e di adattamento dinamico ai diversi contesti disciplinari che nel nostro articolo si cerca di indicare.

Convegno al CNR sulla valutazione


Ieri 15 febbraio, il convegno al CNR di presentazione dei risultati sul progetto di rilevante interesse nazionale (PRIN) sulla valutazione dell’università ha costituito un momento intenso e vivace di confronto a più voci: ministero, anvur, esponenti delle diverse comunità scientifiche, studiosi dell’higher education, manager universitari hanno discusso i risultati presentati dal nostro gruppo di ricerca.  Il convegno ha avuto attenzione anche sul blog di  io donna su  avvenire-13-2, avvenire-intervista e ilmondo

Dilemmi senza soluzione?

Invocata come rimedio a tutti i problemi dell’università italiana la valutazione, ora che viene messa in atto con energia dall’Anvur, si rivela terreno di confronto e di scontro tra concetti e visioni differenti dell’università e del suo ruolo nella società. Ne discuteremo il  15 febbraio 2013 al CNR di Roma presentando i risultati di un progetto di ricerca sul tema.