The Fall of the Faculty

“Vedono il management come un fine in sé”  e “dimenticano che l’università esiste per l’insegnamento e la ricerca”. Questa è la critica che emerge anche negli Stati Uniti in libri come The Fall-of Faculty contro gli eccessi degli amministratori di professione che hanno fortemente aumentato influenza e potere nell’ambito delle strutture accademiche. La deriva del managerialismo che tanto ha giocato nella crisi della finanza mondiale si estende a settori come l’education ….

Scienziati contro

timeshighereducation documenta la protesta di un gruppo di scienziati britannici contro i criteri di finanziamento dei progetti di ricerca che privilegiano il ritorno economico (previsto nelle domande?!) degli stessi: “the group calls for academics to rebel against new rules that state that the potential financial or social effects of research must be highlighted in a two-page “impact summary” in grant applications.

The requirement to provide a summary, answering questions about who might benefit from the research and how a financial return could be ensured, is being phased in by the UK’s seven research councils. The summary will be used by peer reviewers as a factor when determining which applications receive funding.

But in the letter, the group, which includes eight fellows of the Royal Society, “urges” the peer reviewers to ignore the summaries – arguing that it is impossible to predict the economic impact of “blue-skies” research in advance”.

A Venezia si premiano i docenti migliori

Forse non tutti sanno che alcune facoltà universitarie hanno preso molto sul serio le valutazioni periodiche espresse dagli studenti sulla qualità dei corsi e sull’efficacia didattica dei docenti. Per esempio a Ca’ Foscari la Facoltà di Economia pubblica da molti anni i risultati di queste valutazioni e vi è pure un premio per i docenti e i dipartimenti che ottengono i risultati migliori:  valutazione-docenti

In altri contesti, per esempio Scienze Politiche a Milano, si sta discutendo animatamente sulla proposta di fare qualcosa di simile. Si tratta comunque di segni di vitalità di una parte almeno del mondo universitario che mostra una capacità di mettersi in discussione forse superiore a quella di altre categorie professionali e sociali.