I lavori manageriali “innaturali”

In questo post Henry Mintzberg illustra la differenza tra lvori manageriali   natural & unnatural  una distinzione poco considerata da chi progetta le organizzazioni, ma in realtà molto importante; ci sono unità che hanno una consistenza anche fisica, di immediata identificazione che richiedono un riferimento di responsabilità; ad esempio, nel non profit una scuola, una parrocchia, un ospedale; certi accorpamenti di strutture simili in aree più vaste configurano qualcosa di innaturale destinato a creare scompensi con responsabili  sovraccarichi di lavori che non riescono a svolgere oppure troppo svuotati di compiti reali.

 

Valutare la PA

Mentre si attendono gli esiti della lunga gestazione delle nuove norme sulla valutazione delle performance, la ricerca condotta presso il Formez sui sistemi di misurazione della perfomance delle PA è stata ripresa da un articolo  su La Repubblica: confrontarsi in modo realistico con la complessità dei processi che generano valore pubblico è la condizione necessaria per un reale progresso in questo campo.

Performance

Quale migliore illustrazione del concetto di performance che il gesto  semplice della poliziotta di Genova che si toglie il casco di fronte ai manifestanti. Lungi da essere un concetto burocratico performance evoca non solo il risultato di un’azione, o la validità di una prestazione, ma anche la rappresentazione che ne viene fatta, con il suo impatto visivo, comunicativo e spettacolare, come quella che un attore teatrale compie sul palcoscenico o un team sportivo sul campo di gioco. La performance gioca la sua efficacia nell’interazione in tempo reale tra attore, contesto e audience.

 

 

La casa dei giochi

Visto all’Accademia Carrara di Bergamo il dipinto di Pietro Longhi   il ridotto di Venezia  . Nella casa da gioco, la combinazione delle maschere, dei volti scoperti, dei denari sparsi, degli sguardi, degli ammiccamenti compone un gioco sociale  più complesso di quello apparente, la cui osservazione dice molto sulle dinamiche della decadenza, un aspetto che ritroviamo in altre scene  veneziane di questo pittore.

 

 

Metodo, linguaggio, stile: la lezione di Masini

Il pensiero di  Carlo Masini a 20 anni dalla scomparsa è stato oggetto di incontro il 20 novembre alla Bocconi, con interventi di tanti docenti di Economia aziendale delle Università italiane. Nell’occasione ho ricordato un breve saggio del 1959 “Preliminari per una riforma istituzionale del collegio dei sindaci” come esempio di un metodo di analisi scientifica che combinava ampiezza di visione, solidità dei fondamenti ideali e filosofici, rigore dell’evidenza empirica, purezza di eleganza e di linguaggio. E’ grazie a queste qualità che scritti degli anni 50 mantengono viva la loro attualità, come si evince dal seguente passo:  “la regolazione pubblica e privata, l’organizzazione delle imprese sembrano rivolte per lo più a punire per fatti avvenuti, di cui tra l’altro è difficile l’attribuzione di responsabilità; non pongono le basi di una conveniente vita delle imprese “. Masini riteneva già allora che una riforma istituzionale degli organi di controllo principali, in particolare del collegio dei sindaci, fosse il punto di attacco giusto per una più organica, ma graduale riforma dell’impresa: “s’incominci dai sindaci e si darà un vigoroso impulso all’azione di miglioramento dell’amministrazione delle imprese” (Masini, 1959). Un concetto, una nuova regolazione dell’attività degli auditor interni ed esterni, che abbiamo visto ripreso negli anni 2000 in Europa e in America da illustri studiosi del diritto e dell’economia d’impresa. Tra l’altro, Masini insegnava a noi tutti a curare la proprietà del linguaggio, perchè le parole utilizzate hanno il potere di orientare o disorientare il pensiero. Una lezione oggi troppo spesso dimenticata.