La pila di Volta del design

Apre la mostra del museo del design : triennaledesignmuseum  L’iniziativa presenta tra l’altro un’analisi molto efficace dei fattori di successo del design italiano, utilizzando l’immagine-metafora della “pila di volta” , che ne valorizza non solo la storia ma anche l’attualità e la competitività nello scenario futuro:

“queste condizioni generali di apparente
debolezza, questa modernità continuamente interrotta,
questa relazione con un sistema industriale medio
piccolo, questo rapporto di continuità con le pratiche
artigianali e con una memoria storica mai del tutto
rimossa, hanno costituito nel tempo le premesse per
elaborare direttamente sul campo un modello originale
di collaborazione tra imprese e design, tra ricerca
tecnologica e sperimentazione linguistica, tra l’universo
dei mercati frazionati e la capacità di produrre per la
piccola serie. Condizioni molto favorevoli per operare
nel contesto dei mercati post-industriali e nell’epoca
della globalizzazione.
Ciò che stiamo descrivendo in questa mostra dunque
è una sorta di circuito dinamico del sistema del design
italiano, dove le relazioni virtuose tra progettazione
e produzione seguono un percorso non lineare,
caratterizzato dalla collaborazione spontanea tra due
sistemi apparentemente deboli, che si intrecciano tra di
loro creando appunto un anello che si auto-alimenta e
produce una energia continua di crescita.
Queste due componenti, quella industriale e quella
progettuale, in Italia non si sono mai saldate in un’unica
fusione, non si sono mai integrate in una politica che
poggiasse su una sola radice e un quadro programmatico
perfettamente coincidente; soltanto collaborazioni
intelligenti, innovazioni avanzate realizzate tra singoli
imprenditori e singoli designer, che come dentro a una
“pila di Volta” sfruttano la differenza di potenziale dei
materiali interni per creare un campo magnetico attivo.

Come risanare?

Nell’intervista al Giornale,  Jacques Attali  ragiona sulla crisi, profila un ruolo importante per l’Europa ed esprime un’opinione forte sul ruolo delle banche. Questa risposta in particolare è interessante:

 Ma come risanare il sistema bancario?
«Il nodo è la remunerazione del banchiere. Per anni ha preso il risparmio, lo ha investito sul mercato finanziario, ma senza dire al risparmiatore quanto avrebbe guadagnato in realtà. Diceva: posso darle il 3%, in realtà lui intascava il 20% e quel 17% lo teneva per sé, non finiva né al risparmiatore né in investimenti produttivi nell’economia reale. La soluzione? La banca deve ricominciare a svolgere un ruolo di utilità pubblica e il banchiere deve tornare a essere un mestiere noioso, prevedibile».Per Attali il ruolo futuro dell’Europa si gioca anche sul riorientamento delle energie migliori «… L’Europa potrebbe addirittura essere la nuova superpotenza, non ha debiti ingenti, vanta un sistema giuridico affidabile, un’economia equilibrata, il miglior sistema sociale ….. C’è una sfida cruciale da vincere, quella dei talenti. Fino a oggi le migliori intelligenze finivano nel settore finanziario, attirate dai bonus milionari, ora bisogna che tornino all’industria e alla ricerca. L’Europa può dare l’esempio al mondo».

Le minoranze attive non bastano per cambiare le PA

Secondo il presidente del Censis Giuseppe de Rita l’Italia è il paese delle minoranze attive e vitali che almeno nell’economia riescono ancora a contrastare il declino. Nel Convegno di apertura del ForumPA, il prossimo 12 maggio, De Rita affronterà il tema in relazione alle prospettive di cambiamento e modernizzazione delle amministrazioni pubbliche: una minoranza di innovatori è presente anche qui ma non riesce a fare sistema e massa critica per risolvere una situazione radicata, in cui oggi è difficile investire, per ragioni di poteri locali, di pesantezza delle istituzioni, di burocratizzazione, di lentezza della giustizia. Anche la più attiva tra le reti di funzionari locali si trova bloccata dalla lentezza delle procedure burocratiche, che investe ogni iniziativa, e dall’eccessivo numero di norme da seguire.

giuseppe-de-rita-le-minoranze-vitali-che-spezzano-l-inerzia-italiana

5×1000: Un impegno bipartisan?

E’ il giorno delle elezioni. Il Sole 24 Ore di ieri ha registrato l’impegno dei due maggiori candidati a confermare e rilanciare lo strumento del 5 per mille per le attività di rilevanza sociale. Speriamo! Sinora però su questo punto la sensibilità della politica è stata discontinua, mentre l’inerzia della burocrazia ha raggiunto i vertici della total quality.

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