Competenze professionali per le riforme

Nel  convegno del 29 gennaio di ETICAPA si è convenuto che progetti di cambiamento così importanti come quello incorso di definizione per la PA “devono prodursi intorno a un nucleo socio-professionale  di riferimento, vicino alla politica, ma autonomo dalle parti”. Lo sforzo  è di costruire ambiti di collaborazione tra associazioni, centri di ricerca, professionisti della PA.

PA: sarà rivoluzione?

La rivista  italianieuropei ha ospitato nel numero di novembre una serie di interventi sul disegno di legge di riforma della PA attualmente in discussione al Senato. Nel trattare il tema della valutazione dei risultati ho sottolineato come “i provvedimenti di riforma ora in discussione rappresentano solo un avvio per una riflessione più profonda ormai necessaria sull’ordinamento statuale e non solo sull’amministrazione pubblica. Lo “Stato polimorfico e pluralista”, che accoglie e ricomprende logiche istituzionali diverse e complementari, come quelle del welfare, della regolazione, della sussidiarietà è ormai una realtà che necessita però di un riconoscimento esplicito e richiede visioni nuove e più elaborate del rapporto tra fini e mezzi, tra politica e amministrazione, tra assetti istituzionali e strutture organizzative, tra forme giuridiche e modalità di regolazione”.

Benessere organizzativo al MIUR

Si è svolta al MIUR il 9 luglio la presentazione dell’indagine sul  benessere organizzativo che  ha fatto seguito alla giornata della trsparenza del 16 giugno: sono disponibili i risultati dell’analisi delle indicazioni espresse dai rispondenti all’indagine (quasi il 30% del personale del MIUR) : emergono luci e ombre proprie di una fase di difficile transizione, come per tutte le PA, che si dovranno considerare per orientare i processi di riorganizzazione in corso e attesi per il futuro.

Università: una riforma che ha già fallito?

La ricerca di Unires sulla  governance delle università mette in luce gli effetti perversi e almeno in parte inaspettati  della riforma Gelmini. Soprattutto nelle grandi università, la sostituzione delle facoltà con i dipartimenti ha portato ad una situazione caotica, dove l’accentramento dei poteri in rettore e CdA convive con la frammentazione delle strutture responsabiili della didattica e della ricerca.

L’imbarazzante deriva dell’economia

L’idea prospettata dal governo di legare all’andamento del PIL gli  incentivi per i dirigenti statali ha fatto discutere; certo può sconcertare alla luce dell’innovazione emergente, se anche droga e prostituzione saranno inclusi nel calcolo del PIL…

Non è un problema moralistico, ma di chiarezza di idee e di capacità di pensiero autonomo e critico

Comma 222

Ci voleva un “bocconiano” come il Presidente Monti per introdurre un emblematico “comma 222″ nel nostro sistema legislativo. Leggere per credere: un articolo della norma sulla spending review promossa dal Governo Monti (art. 3 comma 9 del decreto legge n. 95/12, convertito in legge n. 135 stesso anno)  ha aggiunto all’art. 2 di una delle vecchie leggi finanziarie “tremontiane” (legge 191 del 2009) il comma 222 ter che prevede specifiche misure tese a ridurre gli spazi destinati all’archiviazione cartacea della documentazione delle amministrazioni statali. Si pensa di riuscire a governare dal centro con norme rigide aspetti di gestione minuta come la riduzione degli spazi di archiviazione dei documenti di organizzazioni complesse articolate su tutto il territorio nazionale come i ministeri. Demanio (e Corte dei Conti) dovrebbero coordinare e controllare tutto questo erogando eventualmente sanzioni economiche. Il Governo Monti non c’è più, le norme restano. Auguri!  Il testo è questo:

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