I lavori manageriali “innaturali”

In questo post Henry Mintzberg illustra la differenza tra lvori manageriali   natural & unnatural  una distinzione poco considerata da chi progetta le organizzazioni, ma in realtà molto importante; ci sono unità che hanno una consistenza anche fisica, di immediata identificazione che richiedono un riferimento di responsabilità; ad esempio, nel non profit una scuola, una parrocchia, un ospedale; certi accorpamenti di strutture simili in aree più vaste configurano qualcosa di innaturale destinato a creare scompensi con responsabili  sovraccarichi di lavori che non riescono a svolgere oppure troppo svuotati di compiti reali.

 

Il non profit e i controlli

Jonnhy  dotti , un leader del terzo settore invita a prendere sul serio la presenza della corruzione nel mondo non profit. Un problema sempre sottovalutato, ma già nella ricerca sulla “crisi dei controlli” del 2007 (Pearson) avevamo indicato come una certa disponibilità a mettersi in discussione non trovasse corrispondenza con un minimo di strutturazione e consistenza dei sistemi di controlloe e valutazione (il grado più basso tra tutti i settori considerati).

Contro il non profit


La lettura del libro di Giovanni Moro  contro il non profit mi ha fatto tornare alla mente un mio vecchio articolo su  aggiornamenti sociali di cui sono ora riuscito a recuperare il link. Mi pare che i rischi di estensione dei comportamenti opportunistici che profilavo nelle conclusioni dell’articolo del 1996 trovino ora puntuale riscontro nella pungente analisi di Moro, cui si deve  la lucida identificazione del problema,  che non risiede nella “cattiva attuazione di una buona idea” ma nel difetto originario di “una cattiva idea che si è incarnata in comportamenti coerenti con essa”. Il dibattito approfondito e partecipato nell’arena pubblica richiesto da Giovanni Moro è quanto mai necessario su questo tema.

L’impresa come risorsa sociale

L’articolo di Pellegrino Capaldo  cominciamo dall’impresa si distingue da altre proposte sulla riduzione dei carichi fiscali perché esce dalla genericità delle politiche macro per portare attenzione al soggetto impresa come vera e propria risorsa sociale e in fondo ‘bene comune’ da cui dipendono le opportunità di lavoro e il benessere. E’ un’ottica dinamica e non statica che porta anche a distinguere i comportamenti aziendali virtuosi, che occorre promuovere” da quelli che lo sono meno. Altrettanto interessante è l’apertura a una diversa considerazione dell’impresa sociale e non profit.

Why not? idee dagli aziendalisti

L’iniziativa sociale rappresenta la forza indispensabile per fare fronte ai problemi che governi e imprese si rivelano sempre più impotenti a risolvere. Questa è almeno l’idea controcorrente espressa da un henry  mintzberg ancora battagliero e impegnato su tematiche non solo aziendali.

Anche in Italia una proposta di uno studioso di problemi aziendali pellegrino capaldo sta ottenendo attenzione: si tratta di una diversa regolazione della fiscalità d’impresa che rafforzi le realtà produttive, considerando anche il settore non profit.  Proprio la sensibilità al potenziale imprenditoriale del non profit costituisce l’anello di congiunzione tra i due interventi segnalati.

Malintesa efficienza

La soppressione dell’agenzia per il terzo settore  sembra sia giustificata con parole come queste: “il ministero al suo interno ha le risorse e le capacità per garantire le funzioni svolte finora dall’Agenzia in tema di vigilanza, indirizzo e promozione”. Secondo altre interpretazioni la decisione dipende dal fatto che si tratta di un ente piccolo, sotto la soglia stabilita da precedenti manovre. Se è così, siamo di fronte a una grave incomprensione dell’esigenza di arricchimento culturale delle nostre PA, in particolare di quelle centrali; il terzo settore ha un potenziale come forza di trasformazione sociale che può essere valorizzato da una struttura di coordinamento nazionale; il fatto che questa sia esterna all’amministrazione tradizionale è fondamentale perché ciò che serve è proprio un cambiamento delle modalità di rapporto tra PA e non profit nell’ottica dell’innovazione sociale e dell’economia civile.

Impresa sociale e trasparenza

Felice Scalvini, uno dei  pionieri dell’impresa sociale in Italia in questo articolo sulla rivista Vita trae lo spunto dalla vicenda del San Raffaele per porre la questione degli obblighi di rendicontazione e trasparenza che le normative sul non profit hanno colpevolmente trascurato consentendo assoluta opacità anche ad organizzazioni di grandi dimensioni.