Forse, avvicinandosi il 2026, vale la pena di rivedere il film Metropolis di Fritz Lang, che così avevo commentato nel 2014.
Rientrano in questo argomento gli interventi sul rapporto tra persone e organizzazioni e sui temi del mercato del lavoro
Forse, avvicinandosi il 2026, vale la pena di rivedere il film Metropolis di Fritz Lang, che così avevo commentato nel 2014.
La rivista ImpresaProgetto ha pubblicato congiutamente i Due Manifesti per una riflessione congiunta sulle Organizzazioni e sulle Imprese “Illuminare le organizzazioni” e “L’impresa che vogliamo” che usciranno a breve anche su Sviluppo & Organizzazione.
La presentazione richiama gli snodi e le finalità comuni dei due Manifesti, da cui discende la decisione di farne oggetto di presentazioni e discussioni congiunte.
“Governare le organizzazioni nel rumore e nel caos” è oggetto di 2 presentazioni il 14 e 15 maggio 2024:
Club Dirigenti Tecnologie dell’Informazione
Nel numero di Sviluppo & Organizzazione in uscita prendiamo lo spunto dall’ultimo libro di Mintzberg, per affrontare un tema organizzativo molto attuale. Le grandi imprese globali stanno attraversando una fase di cambiamento senza precedenti nelle loro strutture.
Questi cambiamenti riflettono un’insoddisfazione e un’inquietudine nel management, con un’accentuata centralizzazione
delle funzioni chiave nel quartier generale e un’espansione delle funzioni trasversali come finanza, HR, sostenibilità e tecnologia.
In questo, forse la sfida principale consiste nel rivedere i fondamenti dell’autorità manageriale, cercando una legittimazione morale
attraverso scopi organizzativi significativi e orientati al bene comune. Questa prospettiva offre una via da percorrere per un management
più responsabile e orientato al futuro, fondato su valori etici e collaborativi, ma non è tutto così semplice né così scontato. C’è molto da dibattere e continueremo a farlo con altre iniziative.
Su formaFuturi, magazine di APAFORM E ASFOR, è accessibile la mia sintesi sul tema al centro del Forum 2023 di Sviluppo & Organizzazione: educare-al-lavoro
Si è chiuso il 30 novembre 2023 il ciclo di incontri organizzato a Brescia da Vitale-Zane & Co. 100 minuti: “Era digitale, reti, Intelligenza Artificiale, coscienza individuale”
Sono intervenuto al quarto incontro imperniato sulla relazione del filosofo Silvano Petrosino: registrazione
Il tema “Educare al lavoro” oggetto del prossimo Forum-di-Sviluppo-&-Organizzazione riguarda anche il ruolo svolto dai manager nelle aziende. In merito ripropongo l’analisi forse ancora attuale di un mio articolo del 1989 su il management come problema che inquadra “limiti e squilibri… che riguardano il management e la sua cultura” e sono “all’origine anche di molte delle occasioni che continuamente si perdono di valorizzare e responsabilizzare maggiormente il lavoro”.
“Il work design nell’epoca digitale tra nuovi approcci e metodi classici” è il titolo della nuova uscita della Collana del Tassello Mancante, a cura del Gruppo TO-MI | Innovazione e lavoro, che contiene il mio saggio “Una concezione dinamica del work design in un contesto di cambiamento tecnologico e sociale”
Il tassello mancante – Quaderno 2 Quaderni di Biblioteca della libertà – Nuova serie online diretta da Beatrice Magni
E’ uscito il numero di SVILUPPO_ORGANIZZAZIONE_MARZO_APRILE_2023
Nella rubrica cinema & romanzi, inaugurando la nuova versione “registi d’impresa”, abbiamo commentato il film “Forza ragazzi” di Antonio Albanese dibattendone con un gruppo di Direttori del personale con i quali si è condivisa la visione.
In una discussione orientata ad esaminarne i contenuti in chiave di gestione del personale in azienda, i partecipanti hanno evocato una pluralità di temi, tutti pertinenti: leadership, formazione, linguaggio, performance, fiducia, responsabilità, competenze, gruppo, ecc. L’aspetto che ho sottolineato riguarda la motivazione. I protagonisti del film la trovano e la rinforzano progressivamente, a partire dal riconoscersi nella condizione di attesa e della sua ambiguità; è la radice affettiva della motivazione a delinearsi sempre più nettamente nel corso della vicenda, coinvolgendo anche i personaggi all’inizio più scettici. Contemporaneamente, però, emerge il carattere volatile, l’instabilità del processo motivante che costituisce il risvolto problematico della sua stessa potenza in quanto fenomeno relazionale carico di affettività.
Anche in questo consiste il pregio del film, nell’evidenziare che non esistono ricette semplici e che certe felici congiunzioni di sentimenti che danno grande spinta sono sempre esposte ad esaurirsi, hanno forse un quid di irripetibile, pongono comunque il problema di mantenere e rinnovare quella tensione positiva che genera performance (in tanti sensi) elevate.