Circoli viziosi che resistono nel tempo

Nell’ambito del convegno su equilibri di bilancio e autonomia gestionale delle amministrazioni tenuto il 3 luglio scorso alla camera dei deputati è stato richiamato il mio scritto del 1983 sui circoli viziosi nei rapporti interorganizzativi tra enti locali e organi centrali di governo, un problema che sta riprendendo attualità di fronte alla contraddizione irrisolta tra federalismo fiscale e manovre finanziarie di ispirazione centralistica. La rivista Azienda pubblica pubblicherà prossimamente un dibattito in materia; qui anticipo il mio  intervento

Ruolo notarile?

E’ significativa questa reazione del Ragioniere generale dello Stato Canzio alle critiche ricevute in merito al decreto che sblocca i crediti alle imprese. Viene ribadito il ruolo “notarile” della Ragioneria e il ruolo degli alti funzionari statali come  custodi tecnici, non politici. Così Canzio ribadisce la neutralità politica della sua azione e il servizio allo Stato come tale.  Questo però sposta il problema perché  oggi quello che si discute non è tanto l’impazialità delle strutture centrali, che in effetti hanno sempre generato lo stesso tipo di soluzioni indipendentemente dai governi di diverso segno, ma proprio il merito tecnico di questi provvedimenti. V. anche il commento di guido gentili  interdizione di stato :  ciò che occorre oggi  è  l’approntamento di soluzioni tecniche idonee a evitare che problemi di questo tipo si ripropongano continuamente, anche dopo che  i provvedimenti richiesti entrano nelle fasi di implementazione. Il fatto di risentirsi e di metterla sul piano della correttezza istituzionale non aiuta ad andare avanti.

Journal of Organizational Design

Journal of organizational design è una rivista elettronica ad open access promossa da Organizational Design Community, una comunità internazionale di studiosi manager e istituzioni  dedicati a sviluppare la teoria e la pratica della progettazione organizzativa. E’ un brillante esempio di nuove formule per diffondere i risultati della ricerca di frontiera su temi di grande rilevanza per le professioni manageriali e per l’intera società.

Teoria L

Secondo alcune analisi l’Italia è vittima di una sorta di patto sociale all’insegna della  low quality

v. Gambetta & Origgi: “We investigate a phenomenon which we have experienced as common when dealing with an assortment of Italian public and private institutions: people promise to exchange high quality goods and services (H), but then something goes wrong and the quality delivered is lower than promised (L). While this is perceived as ‘cheating’ by outsiders, insiders seem not only to adapt but to rely on this outcome. They do not resent low quality exchanges, in fact they seem to resent high quality ones, and are inclined to ostracise and avoid dealing with agents who deliver high quality …”

Alleggerire il reticolo delle istituzioni

L’abolizione delle province non risolve di per sé nessun problema; invece ne apre molti e proprio per questo può essere utile come shock salutare, se utilizzata come occasione per ripensare tutto il sistema di governo dei territori. Il tema è sollevato dal mio articolo di oggi in Il Sole 24 ore : nuovi-modelli-di-governo-territori  V. anche la versione estesa: province

Tagliare alla cieca

l’editoriale di Luca Ricolfi sulle misure che colpiscono alla cieca mette in rilievo l’iniquità dei tagli alla spesa lineari e uguali per tutti. Ma chiarisce anche la necessità  di un lungo lavoro preparatorio per “lavorare di fino” e la possibilità di operare per grandi aggregati territoriali in base ai dati disponibili. Tutte lezioni che non trovano ascoltatori disponibili né nel governo né nell’opposizione… ma ala fine sono le regioni più efficienti a soffrirne, come ancora Ricolfi mette in evidenza in un successivo  articolo sul rischio che corre la Lega di fronte alla prospettiva di insuccesso del federalismo