Sviluppo & Organizzazione n. 275

La rivista pubblica un commento a più voci (Treu, Carrieri, Petrelli, Butera) del libro dell’AREL “Lavoro pubblico fuori dal tunnel?” da cui risultano   i problemi irrisolti di 25 anni di riforme . L’ Editoriale individua i cambiamenti culturali necessari per uscire da uno schema ormai logoro.

Il valore dei Rankings

Dalle auto sportive fino ai college universitari le  classifiche  ormai tanto di moda pretendono di definire i vincitori in base a criteri ogggettivi. Ma niente di più soggettivo esiste che la scelta delle variabili da misurare, delle proxy rispetto a requisiti di qualità, dei pesi attribuiti a diversi fattori… anche in assenza di intenzionale manipolazione.

I compiti dell’università

In occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università di Roma 2 Tor Vergata, la prolusione  di  ivano dionigi  su Notum e Novum è iniziata chiedendo  “Come mai nell’era del web planetario e del maximum dei mezzi di comunicazione, minima è la comprensione, e la parola non riesce a tener dietro alla cosa?”.

Dionigi ha richiamato come “l’Università, una delle istituzioni più prestigiose e più credibili del Paese che ha il privilegio di dare del tu alla storia, ha oggi una responsabilità supplementare, non riducibile a codificata ed esangue mission. I suoi maestri, i suoi uomini di pensiero, noi professori siamo chiamati a professare (profiteri) l’etica della competenza, vale a dire il sapere e i saperi nel segno dell’affascinare (delectare), insegnare (docere), mobilitare (movere); e l’etica del rigore intellettuale e morale, che non si concilia con la doxa rumorosa, la chiacchiera imperante, il facile consenso”.

E in questo senso ha indicato “due compiti tra i principali e più urgenti”:

– “In primo luogo quello di ricordare la bellezza, la prerogativa e il potere della parola: quel logos, che ci caratterizza”

– Il secondo: “promuovere un’alleanza naturale e necessaria tra humanities e
tecnologie all’insegna dell’unicità della cultura e pluralità dei linguaggi”.

Scienza, democrazia e dissenso creativo

Giuseppe Longo, matematico e informatico, analizza in questo articolo su complessità, scienza, democrazia  come l’estrapolazione acritica di metodi da un campo all’altro sia deleteria; così la distinzione fra hardware e software, fondamentale in informatica, si rivela catastrofica per capire il vivente facendo perdere  innanzitutto il senso della radicale materialità del vivente.

Analogamente, l’uso massiccio di strumenti bibliometrici per valutare la ricerca scientifica come avviene  contando a macchina le citazioni, in pratica facendo votare tutti gli esperti di un settore sulla faccia della Terra,  impedisce il formarsi di un modo di vedere diverso, di una scuola di minoranza.  La scienza è sempre un sapere critico, che va contro il senso comune e che  si costruisce anche  contro il sapere di maggioranza.

Qui l’applicazione di una logica manageriale generalistica rivela tutto il suo limite di fronte a una realtà complessa come quella del processo scientifico e della creazione di conoscenza.

I Millennials e il senso del Purpose

Dai cosiddetti Millennials, i giovani entrati nel mondo del lavoro dopo il 2000, le aziende si aspettano molto, soprattutto la spinta alla trasformazione digitale; ma, come gallup avverte, c’è un problema: “only slightly more than a third of millennial workers strongly agree that the mission or purpose of their organization makes them feel their job is important”. Non basta qualche bella frase sui siti web per tramettere il senso del purpose, tanto meno per questi potenziali innovatori