On organizing: un’intervista a James March

In questa intervista, disponibile in open access,  James March  , credo il più grande teorico vivente dell’organizzazione, offre una pluralità di spunti per la scienza e il design dell’organizzazione, oltre che per il metodo di ricerca nelle scienze sociali. In un mondo “incontrollabile”, dove domina l’incertezza, l’atteggiamento corretto è di “ottimismo senza speranza”, dove si combina l’impegno nell’agire con una dose di scetticismo sui risultati dell’azione. Nel design dell’organizzazione, e in generale nella vita organizzativa, i decisori, i  leader,  possono e devono agire con fermezza, come se la propria azione fosse decisiva, ma senza grande sicurezza di ottenere l’esito desiderato. Questo ha delle conseguenze sulla teoria della performance; molte ricerche pretendono di definire i fattori da cui consegue la migliore performance di un’organizzazione; questo è poco fondato e realistico, molto di più si può dire sulle conseguenze di una performance (buona o cattiva che sia), perchè  la performance funziona meglio come variabile indipendente che come variabile dipendente. E’ un testo che merita leggere perché fa molto riflettere e smonta tanti luoghi comuni del management.

 

 

 

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