I compiti dell’università

In occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università di Roma 2 Tor Vergata, la prolusione  di  ivano dionigi  su Notum e Novum è iniziata chiedendo  “Come mai nell’era del web planetario e del maximum dei mezzi di comunicazione, minima è la comprensione, e la parola non riesce a tener dietro alla cosa?”.

Dionigi ha richiamato come “l’Università, una delle istituzioni più prestigiose e più credibili del Paese che ha il privilegio di dare del tu alla storia, ha oggi una responsabilità supplementare, non riducibile a codificata ed esangue mission. I suoi maestri, i suoi uomini di pensiero, noi professori siamo chiamati a professare (profiteri) l’etica della competenza, vale a dire il sapere e i saperi nel segno dell’affascinare (delectare), insegnare (docere), mobilitare (movere); e l’etica del rigore intellettuale e morale, che non si concilia con la doxa rumorosa, la chiacchiera imperante, il facile consenso”.

E in questo senso ha indicato “due compiti tra i principali e più urgenti”:

– “In primo luogo quello di ricordare la bellezza, la prerogativa e il potere della parola: quel logos, che ci caratterizza”

– Il secondo: “promuovere un’alleanza naturale e necessaria tra humanities e
tecnologie all’insegna dell’unicità della cultura e pluralità dei linguaggi”.

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