Utili ai lavoratori

La proposta di Tremonti di  istituzionalizzare forme di partecipazione dei lavoratori agli utili di impresa sta suscitando dibattito. Il Sole 24 ore pubblica un intervento a favore di  michel martone e uno contro di roberto perotti .

E’ significativo forse ricordare che una logica di questo tipo è coerente con l’insegnamento dei maestri italiani dell’Economia aziendale come Zappa, Onida, Masini. Quest’ultimo in particolare considerava la retribuzione integrativa dei lavoratori (in pratica l’assegnazione annuale di una quota dell’utile) come  componente normale dell’equazione economica dell’impresa, del sistema dei valori economici e quindi in pratica del suo bilancio di periodo.  Questo faceva parte dell’insegnamento economico aziendale impartito in Boccon negli anni ’60, ’70 ed anche ’80. Successivamente  queste teorie sono state ritenute poco realistiche e si è assistito al prevalere dell’ideologia dello shareholder value, portata avanti a volte con eccessiva sicurezza e poca concessione al dubbio sotto la spinta di tendenze internazionali concepite come manifestazioni di una verità oggettiva. La tradizione dei nostri studi aziendali si è quindi almeno in parte persa.  Abbiamo visto nell’ultimo anno dove ha portato la dottrina dello shareholder value.  E’ buffo che ora tornino attuali impostazioni che parevano condannnate al dimenticatoio. Lasciando perdere ragionamenti di tipo politico, si dovrebbe forse  riflettere sul fatto che proposte di questo tipo emergano da una cultura di tipo giuridico e siano tendenzialmente rigettate dalla cultura economica.

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