Tito Boeri interviene ripetutamente sui temi universitari riprendendo il recente libro di Perotti: boeri sull’università-1 - boeri sull’università-2 che compie un’analisi cruda, rivelando nefandezze, ma propone poi i solidi rimedi incentrati sulle rilevazioni bibliometriche.
Boeri mi sembra più lucido quando analizza la crisi finanziaria (la repubblica -10 ottobre: il mercato senza fiducia). Tra l’altro scrive: “…non ci si fida gli uni degli altri. Prima della crisi erano le agenzie di rating a trasmettere questa informazione. Sembravano più affidabili del giudizio del singolo banchiere sul grado di affidabilità del debitore. Paradossalmente questo ruolo crescente delle agenzie di rating ha reso i mercati finanziari sempre più opachi. Le banche di investimento si finanziavano emettendo strumenti di finanziari sempre più complessi fatti apposta per ottenere rating positivi”. Parole sante, ma perchè non devono valere anche per altre forme di rating come quelle che riguardano l’università, le scuole, i docenti?
2 responses so far ↓
1 invernizzi giorgio // Oct 12, 2008 at 11:03 am
sono I SOLITI rimedi che sono NON SOLIDI..è un refuso voluto?
2 gianni // Oct 13, 2008 at 11:28 am
non è voluto ma… certo esprime il mio inconscio
vedocomunque che leggi con attenzione! potresti commentare anche quello del 12.10
g.r.
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